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mercoledì 26 febbraio 2014

Gustav Klimt






Klimt ritorna a Venezia



Al museo Correr una grande mostra sull'artista viennese




A quasi un secolo dalla sua acclamata partecipazione alla Biennale di Venezia del 1910, Gustav Klimt torna in laguna come protagonista di una straordinaria rassegna nelle sale del museo Correr, occasione ideale per festeggiare il 150° della sua nascita, 1862-2012.  La mostra Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione è curata da Alfreid Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista austriaco. In esposizione, oltre ad un ciclo eccezionale di dipinti, anche rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli.


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 La Vienna di Klimt
Firenze - Palazzo Strozzi

Organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi Curatori: Jill Lloyd e Christian Witt-DörringLa mostra ricostruisce l’arte e la cultura a Vienna tra Otto e Novecento, ricreando l’atmosfera di quel geniale momento così ricco di fermenti innovatori. Dipinti, disegni, raffinati oggetti di arti applicate, mobili e gioielli, sono testimoni di un periodo che fu di forte rottura nei confronti delle organizzazioni artistiche ufficiali, dopo che Gustav Klimt nel maggio del 1897, insieme ad altri artisti, dichiarò la Secessione dalla Künstlerhaus, la potente associazione ufficiale degli artisti viennesi, che non riconobbe il nuovo gruppo.La mostra propone noti capolavori da un’ottica diversa, per rivelare il filo rosso che corre attraverso le arti ridefinendo l’identità individuale in età moderna. In pittura, nelle arti decorative e nella musica questo significa anche dialogo e contrasto tra superfici decorate e ricerca di una modernità essenziale. Al senso di identità della città vanno anche a sovrapporsi i nuovi interessi verso la sessualità, la psicologia, la letteratura; nomi quali Sigmund Freud e Robert Musil sono strettamente legati alla Vienna dell’epoca.


The Waiting
Il tema del ritratto psicologico che penetra oltre le apparenze è illustrato per mezzo di straordinarie immagini femminili di Klimt e Kokoschka: la donna di Klimt è bloccata come una icona nei bei vestiti che l’avvolgono, e solo teste e mani presentano caratteristiche individuali, mentre Kokoschka spoglia le sue donne fino alla nudità. 





Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna. Figlio di Ernst Klimt, un orafo incisore, e di Anna Fiuster, una viennese di modeste condizioni sociali, nel 1876 si iscrisse alla scuola di arti e mestieri del museo austriaco per l'arte e l'industria.





       
Adamo e Eva ( olio su tela )
1917\18



                        Klimt iniziò la sua carriera come artista ufficiale, realizzando decorazioni pittoriche di diversi edifici pubblici e divenendo, ben presto, l'erede di Hans Makart (1840-1884). La decorazione per l'aula magna dell'Università di Vienna, avente per tema la filosofia, la medicina e la giurisprudenza, eseguita da Klimt tra il 1900 e il 1903, provocò aspre critiche da parte delle autorità viennesi, che gli contestarono il contenuto erotico e l'inedita impostazione compositiva dei dipinti.
Il Bacio

Allo stesso modo, fu considerato osceno il grande fregio decorativo realizzato nel 1902 per la sala che ospitava il monumento a Beethoven, opera di Max Klinger. Tali scandali segnarono la fine della carriera ufficiale di Klimt.

Nel 1897, Klimt fu tra i fondatori e primo presidente della Wiener Secession (Secessione Viennese), divenendo, così, il rappresentante simbolico dello Judenstil austriaco.


Primo pittore a collaborare con gli artigiani del Wiener Werkstätte (Vienna Workshop), creato nel 1903, Klimt e i secessionisti suoi seguaci formarono, nel 1906, un nuovo gruppo, la Kunstschau Wien, sostenuto dal giornale Erdgeist. Nell'estate del 1908 fu inaugurata la prima manifestazione ufficiale del nuovo gruppo, la Kunstschau Wien 1908.



Tra il 1905 e il 1909 Klimt realizzò il prezioso mosaico per la sala da pranzo del palazzo Stoclet di Bruxelles, la sua opera più famosa.
Klimt, utilizzando le innovazioni decorative dell'Art Nouveau, movimento legato soprattutto alle arti applicate, di cui divenne il più grande rappresentante nel campo della pittura, sviluppò uno stile ricco e complesso ispirandosi, spesso, alla composizione dei mosaici bizantini, da egli studiati a Ravenna.
Particolare

Lontano dalle correnti d'avanguardia della pittura dell'epoca e in contatto con gli aspetti più innovatori dell'architettura e del design del XX secolo, Klimt fu un sostenitore di giovani artisti, tra cui Oskar Kokoschka ed Egon Schiele che furono presentati ai Viennesi, rispettivamente, al Kunstschau (Art Show) del 1908 e al Kunstschau del 1909.
Nella sua opera, si oppose alle idee conservatrici, superando barriere e divieti e realizzando dipinti erotici e simbolici che rappresentarono i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell'uomo.



L'ideale di bellezza per Klimt fu la donna giovane, erotica e seducente nei confronti dell'uomo, che però denotava, soprattutto nei disegni, malinconia e solitudine.



Mori il 6 febbraio del 1918 a seguito di un attacco aploplettico.




Dipinse anche paesaggi; di particolare valore quelli realizzati nell'ultima parte della sua attività.





Le tre età della donna
 


mercoledì 7 settembre 2011

Antonio Canova

Eros & Psique






 Antonio Canova  è stato uno scultore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo e soprannominato per questo il nuovo Fidia nacque a Possagno, 1º novembre 1757 
Teseo
Ballerina
fu soprattutto il cantore della bellezza ideale femminile, priva di affettazioni: basti a tale proposito ricordare le opere ispirate alle tre Grazie e a Ebe, oppure alcuni suoi capolavori come Venere uscente dal bagno, la Venere Italica e la statua dedicata a Paolina Borghese. La sua arte ed il suo genio ebbero una grande e decisiva influenza nella scultura dell'epoca.Iniziò giovanissimo il proprio apprendistato e lo svolse esclusivamente nella città di Venezia, distante circa 80 km dal suo paese natale, Possagno. Nella città lagunare iniziò a scolpire le sue prime opere. L'ambiente veneziano fu per il giovane Canova quello della sua formazione. Egli subì, specialmente nel primo periodo di produzione artistica, l'influenza ed il fascino dello scultore del Seicento Gian Lorenzo Bernini, indiscusso maestro dello stile barocco.Nel 1779 decise di partire per Roma proprio da Roma iniziò quel riconoscimento al suo genio ed al suo talento che gli procurò in seguito un successo ed una fama mondiale.Durante il soggiorno romano conobbe la figlia dell'incisore Giovanni Volpato, Domenica Volpato, iniziando un'amicizia ed un rapporto faticoso e molto travagliato. A Roma il Canova eseguirà le sue opere più belle: Amore e Psiche, Le tre Grazie e numerose altre, tra cui la Maddalena penitente, compiuta nel 1796 e divenuta presto celebre in tutta Europa (la versione originale è a Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco; la replica all'Ermitage di San Pietroburgo).Antonio Canova svolse anche l'attività di pittore, ma in questo campo artistico non eccelse, producendo opere che non potevano essere confrontate con lo splendore e la magnificenza delle sue sculture; pertanto, come pittore, fu sempre considerato un artista non di primo piano.A qualche suo fedele amico il Canova confidava che dipingeva solo per sé e questo ci fa comprendere meglio la sua ritrosia nel mostrare al pubblico queste opere che, a volte, quasi nascondeva. Non è un caso infatti che l'opera pittorica del Canova sia in buona parte,
Autoritratto










 o quasi tutta, sempre rimasta di proprietà dell'artista: oggi è possibile vedere la raccolta nel Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno, in quella che fu la sua casa natale. In essa si trovano circa 300 opere dell'artista, in buona parte provenienti dallo studio romano del Canova.Canova ebbe il grande merito artistico, più di qualsiasi altro scultore, di far rivivere, nelle sue opere, l'antica bellezza delle statue greche, ma soprattutto la grazia, non più intesa come epidermica sensualità Rococò, ma come una qualità, che solo attraverso il controllo della ragione può trasformare gli aspetti leggiadri, e sottilmente sensuali, in un'idealità che solo l'artista può rappresentare evitando le violente passioni e i gesti esasperati.
Egli, nella sua arte, aveva studiato come ricalcare le tecniche degli antichi scultori greci; dal disegno (schizzo), idea iniziale di un lavoro, passava al bozzetto in terracotta o, cruda, o in cera, materializzando subito la forma reale dell'opera.Alcune di queste opere in gesso, complete di repère, sono oggi pezzi unici al mondo e considerati loro stessi capolavori perché non esistono più gli originali in marmo, andati perduti o distrutti. Tra gli altri il monumento a George Washington, distrutto in un incendio negli Stati Uniti, i busti di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte, regnanti di Napoli.


Lo stile inconfondibile
Eros & Pische


Antonio Canova lavorò per papi, sovrani, imperatori e principi di tutto il mondo. Nelle sue sculture era solito adoperare il marmo bianco che riusciva a rendere armonioso, modellandolo con tale plasticità e grazia, finezza e leggerezza che le sue figure sembravano quasi avere un proprio movimento, vivere nella loro immobilità.
Un'altra caratteristica particolare del suo talento era la levigatura delle opere, sempre raffinata al massimo, grazie alla quale i suoi lavori avevano uno speciale effetto di lucentezza che ne accentuava la naturale e splendida bellezza; una bellezza radiosa di purezza, secondo i canoni del classicismo più ortodosso, la rappresentazione della bellezza idealizzata, eterna ed universale.
Napoleone
Le Tre Grazie
Magdalene
Rari, e per questo molto ricercati dai collezionisti, i disegni, che rivelano un artista totale, dotato di una visione assolutamente personale che anticipava molte delle intuizioni artistiche degli anni a venire.

martedì 10 maggio 2011

Fernando Botero ...


Fernando Botero 

Dolce Dormire  ( Pietrasanta )
Da oltre 24  anni la piccola cittadina di Pietrasanta  ospita l'artista Colombiano più conosciuto  al mondo , 
infatti è proprio in questa piccola località toscana che Botero realizza le proprie sculture famose in tutto il 
mondo , viene spesso alle fonderie a fare un controllo ai lavori dove si fanno le sue opere più grandi .


Il Guerriero ( Pietrasanta )

Le sue monumentali opere danno lavoro a molti artigiani della città, la sua presenza si vede in ogni angolo del paese: il bronzo del Guerriero romano in piazza Matteotti, gli affreschi nella piccola chiesa della 
Misericordia e le sue opere nei musei della città.


Adamo e Eva   (Venezia )

 Pietrasanta è  soprattutto famosa per la sua vicinanza 
alle Alpi Apuane, da dove si estrae il marmo. Qui,
Michelangelo, il genio del Rinascimento, visse per tre 
anni per aprire le cave di marmo da dove vengono i suoi 
lavori pù importanti. L’apertura della scuola delle belle 
arti in questa città nell’800 favorì un incremento nel 
Scultura “Donna con bambino”,
 opera dello scultore Fernando Botero, alta 2,1 metri.
settore ed una crescita nell’attività scultorea, oggi 
Pietrasanta è diventata il paradiso degli artisti che si 
avvalgono dell’opera delle maestranze locali.



Plaza Botero, Colombia


Nato il 19 aprile 1932 a Medellin, in Colombia, Fernando Botero negli anni della fanciullezza frequenta la scuola elementare e prosegue gli studi alla scuola secondaria dei gesuiti a Medellin. A dodici anni lo zio lo iscrive a una scuola per toreri, dove rimarrà per due anni. Ma qui comprende che la sua vocazione è la pittura. È da datarsi in questo periodo la sua prima opera, l'acquerello di un torero
Inizia a pubblicare illustrazioni per "El Colombiano", giornale di Medellin, nel lontano 1948, a soli sedici anni.


Ventenne raggiunge la Spagna. Dapprima è a Barcellona, in seguito a Madrid  e poi si trasferisce a Parigi. L'arte moderna non lo attrae: è disilluso dall'avanguardia francese, che tanto lo aveva affascinato in Colombia, e passa la maggior parte del suo tempo al Louvre studiando i quadri dei maestri antichi.


Alla fine dell'estate del '53 raggiunge l'Italia e, arrivato a Firenze, entra all'Accademia San Marco. Lavora come un artista del Rinascimento, copiando Giotto e Andrea del Castagno; va ad Arezzo a vedere i dipinti di Piero della Francesca, poi a Siena, a Venezia, a Ravenna e in altri centri artistici del nord Italia. I saggi di Berenson e le lezioni di Roberto Longhi aumentano il suo entusiasmo per l'arte rinascimentale.


Madre



Inizia ad esporre regolarmente in Europa, a New York e anche a Bogotá  nel 1969 espone anche a Parigi,a partire da questo momento, inizia un peregrinaggio in tutto il mondo: alla ricerca di ispirazione, Botero si muove continuamente da Bogotá, a New York, fino in Europa, acquistando case e studi per continuare la sua opera. Nel 1973 si stabilisce a Parigie inizia anche a dedicarsi alla scultura
 , si susseguono le decorazione, le mostre personali, antologiche.
Donna ( Cartagena )
Secondo Botero, il dipingere dev'essere inteso come una necessità interiore, un bisogno che porta ad una esplorazione ininterrotta verso il quadro ideale. Tuttavia questo bisogno rimane sostanzialemnte inappagato.



Abbraccio ( Piazza duomo - Milano)

Caratteristica della pittura di Botero è l'insolita dilatazione che subiscono i suoi soggetti, che acquistano forme insolite, quasi irreali, è un passaggio necessario per ben far comprendere la necessità di colore delle sue opere gli sguardi sono sempre persi nel vuoto, gli occhi non battono, sembra quasi che vedano senza vedere.


Cavallo 










Fonte Varia Assemblata dall' autore
























venerdì 6 maggio 2011

Fancesco Hayez ...

Il bacio (1859) Pinacoteca di Brera, Milano

“Il bacio”…questa bellissima parola, che molto spesso fa da coronamento ad un grande Amore, è anche il titolo di una celebre e suggestiva opera d’ Arte, che fa parte del grande patrimonio artistico italiano, che tutto il mondo ci invidia.

Francesco Hayez è stato un pittore veneziano, forse il massimo esponente del romanticismo storico, ed è conosciuto in tutto il mondo per l'opera “Il bacio”.

Odalisca Sdraiata
La sua arte, basata su eccellenti doti di disegnatore, non è esente da una certa freddezza ed artificiosità. Il suo romanticismo è sempre stato considerato infatti più formale che sostanziale.
Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882)


Aristotele 

 Fondamentali per la formazione di Hayez furono gli studi di rilievo da lui compiuti sui gessi della collezione Farsetti che riproducevano le sculture dei musei di Roma: fu senza dubbio un primo approccio all’“antico” - anche se attraverso copie - che gli fornì la giusta preparazione per poi studiare gli originali a Roma, nel periodo del suo alunnato.

Gelusalemme

Nel 1809 Hayez vinse l’Alunnato di Roma, un concorso indetto dall’Accademia e che offriva ai tre vincitori una pensione per studiare a Roma per tre anni.




Crociffissione 


Odalisca
Arrivato a Roma, Hayez venne affidato ad Antonio Canova che divenne il suo principale protettore; Hayez si dedicò in quegli anni allo studio delle opere antiche copiando famose statue e i celebri affreschi di Raffaello nelle stanze Vaticane, che lo colpirono in particolar modo per la sobrietà del colore e per la perfezione del disegno.

Nel 1812, sotto la spinta di Canova e del conte Cicognara, Hayez partecipò al concorso indetto dall’Accademia di Milano presentando il Laocoonte e ottenendo il suo primo premio importante che gli fruttò il consenso dell’ambiente accademico.



Meditazione
Lo Stile 







Da buon veneziano Francesco Hayez si formò nel solco della scuola veneta dalla quale riprese il tradizionale colorismo; Eseguì opere enigmatiche come Malinconia (1842) e Meditazione (1851) ma anche soggetti di stampo più accademico (Ruth, 1835) ed esotici (La finestra dell’harem, 1881). Roma ebbe poi  la possibilità di “migliorare ed ingrandire lo stile ed il disegno” 
 A ben pochi è dato mettere tanta vita ne’ volti come sa fare l’Hayez” . Proprio questa capacità di introspezione psicologica costituisce l’elemento veramente moderno della pittura di Francesco Hayez.

Betsabea al bagno" 1834, olio su tela 180 x 140 cm.
La scelta per le sue opere di temi ispirati alla letteratura e alla storia contemporanea lo avvicinò ai grandi protagonisti del Risorgimento che ammiravano di Hayez la capacità di sentire “il soffio de’ tempi” e di stampare sulla tela “le impressioni e le idee che tenevano il campo nella letteratura e nella poesia” 



Fonte : Wikipedia enciclopedia libera 




giovedì 13 gennaio 2011

Paul Gauguin

Paul Gauguin







Nato in Francia nel 1848 Gauguin sembrava essere destinato alla fortuna e alla tranquillità, con un ottimo lavoro in banca e una famiglia stabile. Ma non era Gauguin il vero protagonista della sua vita.                                                                                              Il pittore impressionista aveva una grande sensibilità per i colori ed era attratto dalla natura, ma rimaneva perennemente scontento, inquieto.




Autoritratto
Appassionato d'arte si iscrive all'Accademia Colarossi successivamente conosce Théo van Gogh, che gestisce una piccola galleria d'arte, e Vincent van Gogh.con il quale stipula un contratto che garantisce al pittore uno stipendio di 150 franchi in cambio di un quadro ogni mese.Geniale e ribelle, abbandonò la famiglia per fuggire in luoghi solitari e selvaggi alla ricerca di un mondo incontaminato. Visse sull’isola di Tahiti amando tanto la bellezza delle donne tahitiane, le “vahinè”, da affermare che “nessun uomo, nemmeno il più felice, può tener testa agli occhi di una vahinè”.

Il Cristo giallo
Il Cristo giallo, dipinto nel 1889, è un chiaro esempio di come concepisca la sua arte: «La forma sommaria del Cristo rappresenta abbastanza bene l'opera popolaresca, ma è appunto sommaria, non messa a punto per sostenere il rapporto delle tinte pure.




A Tahiti (1891 - 1893)

Questo è il primo dipinto tahitiano di Gauguin a essere inviato in Francia e a essere esposto, nel settembre 1892, nella Galleria d'arte Goupil.


Vahine no te tiare (Donna col fiore), è un capolavoro: Gauguin

  Nel periodo della sua permanenza  a Thaiti  Gauguin si preoccupa di comprendere e di documentarsi sulla credenze indigene e sulle loro manifestazioni artistiche: trova oggetti d'uso comune,

Ia Orana
decorati con motivi geometrici che richiamano tuttavia le fattezze umane,
cominciò a pensare con semplicità, a non avere più odio per il mio prossimo, anzi ad amarlo.

Reo Mā`ohi: Manao tupapau, olio su tela


Le donne tahitiane
La particolarità di Gauguin è quella di riuscire , attraverso le sue opere  a scavare nell’animo di queste donne dall’aria assorta e quasi assente e a rendere assolutamente prepotente il loro innegabile fascino.






 

la femme de cheveux longs


Il Museo D'Orsay a Parigi 


Posto nel cuore di Parigi , lungo la Senna, il Museo d’Orsay ha un fascino antico e prezioso , in passato ho avuto il privilegio di visitarlo durante uno dei miei viaggi , diretto a Londra non ho potuto fare a meno di ammirare  i dipinti di  Manet , Gauguin , Monet e Van Gogh che il museo conserva e mostra al pubblico di tutto il mondo : la struttura e l’architettura del Museo sono assolutamente moderne, ma osservando il complesso da determinati punti, ci si ritroverà sorpresi di scorgere lo scheletro appena accennato della vecchia stazione. Le opere d’arte si susseguono incantando gli occhi, rivaleggiando per bellezza e quantità con il vicino e più famoso Louvre.
 
Antonio