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lunedì 26 settembre 2022

il Mondo delle Api ...

I pesticidi uccidono le api


«Quando spariranno le api, all’umanità resteranno quattro anni di vita» ...
Il vero inizio del dramma è stato 30-40 anni fa, quando un parassita tipico dell’ape asiatica è passato alle nostre api l'acaro, chiamato Varroa destructor. In pratica questo parassita ha portato all’estinzione in Europa dell’ape come specie selvatica. Sopravvivono solo gli insetti allevati dagli apicoltori e trattati contro il parassita.  Al problema dell’acaro distruttore si sono aggiunti altri fattori, per esempio i pesticidi neonicotionodi ...

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Fonte : Panorama Scienze . it





Apis Mellifera 
Vivono sulla terra da 4 milioni di anni, immutate nel loro aspetto come dimostrano i reperti fossili rinvenuti, ma solo dal 1758, anno in cui il biologo svedese Carlo Linneo procedette a descriverle e inserirle nella classe degli insetti, le chiamiamo comunemente api. 

"   L’Apis mellifera "    è originaria del cosiddetto Vecchio Mondo, comprendente Europa, Africa e Asia, e solo successivamente è stata introdotta in America e Australia dove, grazie all’adattabilità genetica ambientale che le ha permesso di sopravvivere nei secoli, si è perfettamente inserita nell’equilibrio degli ecosistemi locali.


Carlo Linneo


L'ape domestica costituisce la società animale più studiata ed ammirata. È una società matriarcale, monoginica e pluriannuale, formata da numerosi individui appartenenti a tre caste, tutte alate.
Di norma in un alveare vivono una regina, unica femmina fertile, 40 000 – 100 000 operaie, femmine sterili destinate al mantenimento ed alla difesa della colonia, e, tra aprile e luglio (in Europa), da 500 a 2000 maschi (detti anche fuchi o pecchioni), questi ultimi destinati esclusivamente alla riproduzione. La specie è polimorfica perché le tre caste sono diverse tra loro.








Tavola morfologica di A. mellifera (STELLUTI, 1630)
L’interesse dell’uomo nei confronti delle api e la conseguente messa a punto di un’attività di allevamento delle stesse nasce dai prodotti che questi insetti millenari sono capaci di produrre all’interno dei loro nidi , ma è sopratutto per il miele che è particolarmente apprezzata .
Esistono diversi tipi di mieli, differenti per aspetto e sapore, genericamente suddivisi in uniflorali o millefiori a seconda che il nettare sia raccolto su un’unica varietà di fiori o su più varietà.





venerdì 2 marzo 2012

Coccinelle ...








Le coccinelle sono insetti di piccola taglia, in genere di grandezza compresa tra 1 e 10 mm (eccezionalmente oltre il centimetro), solitamente di forma emisferica, in genere con livree vistose a colori contrastanti.
Le specie con livree vistose sono tra gli insetti più familiari: per l'utilità, l'inoffensività e l'aspetto dalla forma curiosa e dai colori vivi, inducono un atteggiamento di simpatia anche in chi prova repulsione verso gli insetti in generale. Alcuni le considerano dei portafortuna. Molte specie sono invece ignorate per le piccole dimensioni e per la livrea insignificante.
A dispetto dell'apparente inoffensività e dell'aspetto simpatico, quasi tutti i Coccinellidi sono in realtà attivi predatori dotati di una notevole voracità al punto che sono frequenti i casi di cannibalismo e comportamenti predatori alquanto sofisticati. Per questi motivi sono tra i più interessanti predatori impiegati nella lotta biologica.Questi coleotteri sono sempre stati tenuti in gran conto dall'Uomo, per l'aiuto che apportano nella lotta contro alcuni insetti che infestano sia le specie ornamentali (ad es. la rosa) sia quelle di interesse alimentare (leguminose, graminacee, solanacee), come dimostrano i loro nomi popolari: "gallinelle del Signore" o "della Madonna".


Curiosità


Le coccinelle se vengono toccate con un dito, ripiegano le zampe e le antenne, emettendo dai fianchi un umore giallo dall'odore sgradevole che rappresenta un'arma di difesa; anche il sapore è sgradito agli uccelli e la livrea colorata è un chiaro invito a non provare un secondo assaggio.




Fonte : Wikipedia 

martedì 8 novembre 2011

Colibrì

I colibrì appartengono alla famiglia dei Trochilidi, propria dell'America centrale e meridionale, e sono i più piccoli uccelli esistenti (tra 6 e 22 cm)





Essi si nutrono di nettare che suggono inserendo il lungo becco nelle corolle dei fiori.


Il battito delle ali è così frequente e rapido da produrre un sonoro ronzio, per questo motivo i colibrì sono detti anche uccelli mosca (in inglese: hummingbird, uccello dal volo ronzante).


Durante questa operazione riescono a rimanere sospesi nell'aria quasi immobili grazie a un rapidissimo movimento elicoidale delle ali, che può raggiungere la velocità di 80 battiti al secondo.


 


 
 
ITALIA nel mondo
 
Il Centro per la salvaguardia dei colibrì è una Istituzione Scientifica senza fini di lucro riconosciuta dal Governo Italiano, Tedesco, Ecuadoriano e Peruviano e inoltre dal Decreto Ministeriale 165-A1/2005
I colibrì sono dei piccoli uccelli che vivono solo ed esclusivamente nelle Americhe e pur essendo protetti sono purtroppo minacciati di estinzione.

Da questi uccelli dipende la vita sul nostro pianeta in quanto responsabili impollinatori dell’85% delle foreste sudamericane.


Il Centro per la salvaguardia dei colibrì è situato nel Parco Tropicale del Castello di Miramare a Trieste. Gli ambienti naturali che ospitano i colibrì sono stati ricreati all’interno delle Serre Storiche dell’Imperatore Massimiliano e nelle infrastrutture di recente costruzione.


Prima riproduzione al mondo del colibrì Eulampis jugularis avvenuta nel maggio del 2005

L'evento è stato presentato dal Governo Italiano al convegno mondiale della biodiversità del 2005 alla presenza dei delegati di 188 nazioni.


I piccoli appena nati misurano soltanto 8 millimetri.

La madre li nutre ogni 15 - 20 minuti rigurgitando nettare e moscerini della frutta cacciati in volo.
 L’istituzione triestina è sostenuta dalle associazioni animaliste ed ambientaliste. Nel 2008 viene sottoscritta una certificazione a favore del Centro da parte delle Associazioni Greenpeace, Legambiente, Ambiente e/è Vita, OIPA (Organizzazione Internazionale per la Protezione Animali).
ultimo aggiornamento: 14 gennaio, ore 19:20




E' nato un piccolo di colibri
Pesa meno di una piuma ed è lungo otto millimetri .Ha visto la luce questa mattina nella struttura per la salvaguardia del volatile.La nascita di un colibrì è un evento eccezionale, al mondo i casi si contano sulle dita di una mano



Acquario di Genova







Tour Virtuale :



L'acquario di Genova è il più grande acquario italiano e il secondo in Europa, dopo quello di Valencia, in Spagna.

Si trova a Ponte Spinola, nel cinquecentesco porto antico di Genova, in una struttura progettata dall'architetto italiano Renzo Piano.

 

È stato inaugurato nel 1992 in occasione delle Colombiadi, ovvero della Expo celebrativa del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America; successivamente è stato a più riprese ampliato. Al momento della sua inaugurazione era il secondo Acquario più grande al mondo.


Biosfera 

La Biosfera è una struttura di vetro e acciaio con un diametro di 20 metri che pesa complessivamente 60 tonnellate.
Ospita un insieme complesso di organismi tropicali animali e vegetali. Le storiche collezioni botaniche del Comune di Genova hanno fornito rari esemplari di alberi tropicali: oltre alle celebri felci arboree, forse le più grandi al mondo che esistano coltivate in vaso, sono presenti alcune piante, tradizionalmente utilizzate dall’uomo, quali gomma, caffè e cacao.


Biosfera

Questo piccolo ma ricco giardino botanico, dove si aggirano in libertà farfalle, uccelli, anfibi e rettili, rappresenta la bellezza, la complessità e la fragilità delle foreste tropicali. Tali sistemi naturali, tra i più ricchi in termini di biodiversità, vedono i propri confini restringersi rapidamente a causa del veloce sviluppo delle attività umane.

Un sistema computerizzato controlla il clima interno, regolando le temperature con moti convettivi, giochi di nebbia e correnti lamellari.

L’emozione che produce l’ingresso nella foresta della Biosfera, sotto la guida di personale esperto, permette di cogliere la straordinaria unicità degli ambienti tropicali e la gravità del loro rapido processo di distruzione.




 

Di particolare pregio sono le tre grandi vasche che ospitano rispettivamente delfini, squali e, la terza, foche e tartarughe oltre a innumerevoli altre specie ittiche. I delfini non sono sempre visibili al pubblico perché vengono spostati a rotazione in 3 vasche, di cui solo una è visibile al pubblico.



 L'acqua dell'acquario è prelevata al largo della costa ed è stabulata in quattro cisterne situate a lato dei due piani. L'acqua viene depurata e disinfettata, quindi immessa nelle vasche, tutte fornite di impianti di filtrazione meccanici e biologici.



Curiosità


L'ampliamento dell'acquario è avvenuto sfruttando gli spazi dello scafo di una nave (denominata Nave Italia) che ospita una grande quantità di vasche aperte.

http://youtu.be/Uo7Hr8K8XS0




http://youtu.be/6acXbn5FFOs


lunedì 7 novembre 2011

Falene ...

Deilephila  Porcellus


Le falene  appartengono all’ordine dei lepidotteri (che in greco significa “ali squamose”) per la struttura caratteristica delle loro fragili ali, coperte da migliaia di sottili squame sovrapposte che, nelle specie notturne, presentano generalmente colori spenti e freddi.



La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica, ma deriva dall'uso comune. In base a tale distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle) ed Eteroceri o "Heterocera" 
(falene) che però non è scientificamente accettata. Abituati ai colori decisi e a volte sgargianti delle farfalle diurne, spesso ignoriamo o comunque osserviamo meno i lepidotteri notturni, le falene.

I lepidotteri ebbero origine in un periodo in cui iniziarono a proliferare le piante con i fiori, i resti fossili più antichi di falena sono datati tra 100 e 
Ematurga 


140 milioni di anni, hanno avuto quindi origine 100 milioni di anni prima delle farfalle.




Una delle prime caratteristiche che possiamo osservare paragonando una falena a una farfalla  è la massiccia presenza di una fitta peluria sulle ali e su tutto il corpo dell'insetto .
 Questa peluria  è fondamentale per la sopravvivenza dell’insetto,anche le antenne  sono piumate a forma di pettine ,in effetti agiscono come sensori  e captano i movimenti e gli odori presenti nell’ambiente permettendo di individuare cibo , pericoli  o un possibile compagno/a nelle vicinanze.




Le falene essendo insetti prevalentemente con abitudini notturne  non sono molto appariscenti,  quindi non possono sperare al buio di attirare l’attenzione dei partner con i colori delle loro ali , ciononostante a pari delle farfalle sono tra le specie viventi dei veri e propri quadri d'autore dai mille colori .





Macroglossum

La Macroglossa stellatarum  ha  dalle abitudini diurne che aspira il nettare dai fiori grazie alla lunga proboscide  (spirotromba)  che tiene avvolta a spirale quando è in riposo, è la più comune e la più diffusa delle sfingi del nostro paese.  Il bruco vive a spese di molte piante 
erbacee, ma specialmente dei Galium , per questo è chiamata  Sfinge del Gallio.
Gli sfingidi volano generalmente al crepuscolo e con battito rapidissimo delle ali si librano sui fiori, capaci di rimanere sospesi a mezz'aria, tanto da sembrare dei piccoli colibrì.








nascita  :  http://www.youtube.com/watch?v=R4ytoJ4iNPs


Una delle caratteristiche di questi insetti sono
gli organi della vista in quanto sono organizzati in un fitto reticolo di settori esagonali. Ogni settore è a sua volta strutturato in migliaia di minuscoli rigonfiamenti, con un diametro di meno di 300 nanometri (un nanometro corrisponde a un milionesimo di millimetro) visibile solo attraverso le potenti lenti dei microscopi elettronici.
Quando le falene sono esposte alla luce, queste minuscole migliaia di protuberanze interferiscono con la sua trasmissione e rifrazione assorbendola completamente. Secondo gli entomologi, questa particolare proprietà consentirebbe alle falene di vedere anche in presenza di 


pochissima luce, evitando allo stesso tempo di creare riflessi che potrebbero essere colti dai famelici predatori notturni.


Le ali di questi insetti sono infatti incredibilmente idrorepellenti per resistere agli ambienti umidi in cui spesso vivono. La loro struttura è molto simile a quella degli occhi delle falene, ma non viene utilizzata tanto per assorbire la luce, quanto per non far aderire l’acqua, che così resta sospesa su un sottilissimo strato d’aria creato dalle migliaia di minuscole protuberanze


I riflessi che si generano sulle superfici usate per la produzione di energia solare, infatti, determinano sempre una certa perdita di efficienza, che in questo modo si potrebbe evitare, consentendo una migliore resa, sia in caso di radiazione solare diffusa sia in caso di radiazione solare diretta.








Dalle falene e dalle cicale una nuova tecnologia per i pannelli solari


Progettare pannelli solari più efficienti parrebbe una questione legata alla chimica e all’elettronica, ma non per un gruppo di ingegneri della 
University of Florida intenti a studiare le proprietà di alcuni insetti, che potrebbero portare a un sensibile miglioramento nell’efficienza dei pannelli fotovoltaici.
Secondo Peng Jiang, ingegnere chimico alla guida del progetto, le particolari strutture degli occhi delle falene (le “farfalle notturne”) e delle ali delle cicale potrebbero portare alla creazione di una nuova generazione di pannelli solari, dotati di un innovativo rivestimento anti-riflesso e completamente idrorepellente.
generazione di pannelli solari, dotati di un innovativo rivestimento anti-riflesso e completamente idrorepellente.





http://youtu.be/2LiSfPFlknk




Fonte : Wikipedia e varia assemblata e dall'Autore 

domenica 23 ottobre 2011

Balene ...Ultimo Canto


Le balene sono grandi mammiferi che concepiscono e partoriscono i loro cuccioli a grandi profondità, in un ambiente liquido, il mare. Nonostante il loro aspetto di pesci, esse sono animali che appartengono alla nostra stessa classe, conducono una vita dinamica migrando continuamente e coprendo distanze enormi. Il loro aspetto è magnifico: esse sono fra i più grandi mammiferi conosciuti, raggiungono i 30 metri di lunghezza e i 150.000 kg di peso, hanno grandi occhi ed immense fauci che hanno permesso il proliferare numeroso di leggende.






Una delle loro caratteristiche misteriose, ancora oggi oggetto di studio, è il loro canto e il loro linguaggio, nell'immensa massa liquida che le ospita.







Questo canto accompagna il viaggio delle balene negli oceani ed è presente in tutti i momenti più significativi della loro esistenza, come quelli legati alla riproduzione della specie, il corteggiamento, l'accoppiamento, la nascita dei piccoli ed il loro inserimento nella vita del branco.




Studi scientifici hanno appurato che fra le balene solo le megattere emettono quei suoni, e di esse solo i maschi. Essi " cantano" diversamente a seconda del gruppo di balene cui appartengono, ed ad ogni gruppo corrispondono diversi "canti " ; nel caso di contatti fra gruppi diversi i motivi subiscono evoluzioni, variazioni e mutamenti, come uno scambio di musiche.








Il canto delle balene è stato registrato ed analizzato non solo dagli scienziati, ma anche dai musicisti. Il risultato è stato un accostamento sorprendente fra questi suoni ed alcune frequenze specificatamente musicali, specie in quei canti che precedono l'accoppiamento e quelli che guidano i cuccioli nell'orientamento, come fossero delle " serenate" o dei " motivi guida" per il piccoli appena nati.




Il processo biologico usato per produrre i suoni varia da una famiglia di Cetacei all'altra. Mentre si ritiene che i complessi e cupi suoni della megattera (e di alcune balenottere azzurre) siano principalmente utilizzati per il corteggiamento (vedi la sezione successiva), i suoni più semplici di altre balene vengono utilizzati durante tutto l'anno. Mentre gli odontoceti (inclusa l'orca) sono in grado di utilizzare l'ecolocalizzazione (essenzialmente l'emissione di ultrasuoni) per rilevare la dimensione e la natura degli oggetti con molta precisione.


Fonte : Autore: Marina Pinto " Scienzaonline "


Balene e Pescatori di frodo

Malgrado il forte consenso internazionale che si è opposto per decenni alla caccia commerciale delle balene – il Giappone, la Norvegia e l'Islanda, ignorando il divieto globale in questa materia, hanno continuato la caccia alle balene sfruttando uno spiraglio che permette loro di presentare le loro spedizioni come " ricerca scientifica".










Quarant'anni fa, le balene erano sull'orlo dell'estinzione. Ma grazie ai movimenti globali di carattere sociale, il mondo stabilì nel 1986 il divieto alla caccia commerciale delle balene. Questo divieto è stato una delle più grandi vittorie del movimento ambientalista. Il Giappone, come l'Islanda e la Russia, è tra i pochi stati al mondo in cui è consentita la caccia alle balene, soprattutto a fini alimentari. La ragione per la quale la nazione nipponica può bypassare una legge diffusa a livello planetario è una discussa (e discutibile) esenzione, con motivazioni legate alla ricerca scientifica. Ma la realtà smascherata dal gruppo di ricercatori e ambientalisti è che la carne di balena non arriva solo sui tavoli dei ristoranti di Tokyo, violando le normative che ne vietano il commercio internazionale.

Non è servita l'indignazione e la condanna di associazioni ambientaliste come Greenpeace e Wwf (che partecipano al comitato scientifico della Commissione veste di 'osservatori') a dissuadere il Paese del Sol Levante dall'intensificare la caccia, aggiungendo invece due nuove specie (la megattera, a rischio estinzione, e
un particolare tipo di balenottera) alle quattro già cacciate (il capodoglio, la balenottera comune e quella rostrata).


Una balena e il suo piccolo, probabilmente ancora lattante, appena catturati vengono issati sul ponte di una nave.


Nonostante la pesca commerciale dei cetacei sia stata bandita nel 1986, Tokyo prosegue nella pratica, eludendo il divieto con l'escamotage della " pesca a fini scientifici " .Era il 1986 quando la Commissione internazionale sulle balene proibiva la pesca commerciale dei cetacei, in quanto praticata con metodo brutali e rischiosa per la sopravvivenza dell'ecosistema marino. Nonostante le proteste, il Giappone è riuscito e continua a eludere il divieto con l'escamotage della cosiddetta "caccia a fini scientifici" che garantisce al Paese di pescare annualmente circa un migliaio di cetacei.




Audrey Cardwell, attivista di Greenpeace, sostiene che quanto remunerativo possa essere semplicemente guardarle , 60mila ' whale watchers ' hanno portato a Reykjavik profitti per oltre 14 milioni di dollari. Gli 'osservatori di balene' in Australia hanno invece superato il milione e mezzo nel 2004, apportando all'economia nazionale l'equivalente di 180 milioni di euro, in un settore che continua a crescere ad un
ritmo del 15% annuo.



sabato 7 maggio 2011

Tigre in estinzione ...




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E' un parto straordinario quello avvenuto allo zoo di Buenos Aires. Betty, una tigre bianca del Bengala ha dato alle luce tre cuccioli (due femmine e un maschio) che adesso hanno 45 giorni. Un contributo importantissimo per una specie minacciata dall'estinzione








Mahendra Shrestha, direttore del programma del Save the Tiger Fund alla Reuters, a margine di un convegno sulla conservazione della tigre ha affermato che secondo un recente censimento effettuato

sono appena 3.500 tigri allo stato selvatico in 12 paesi asiatici, compresa la Russia. Pochissime se consideriamo che erano circa 100.000 un secolo fa.

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In pratica le tigri potrebbero estinguersi nell’arco di due decenni , complice un commercio che trova terreno fertile in Asia dove nulla è regolamentato, e a rischiare di più sono proprio gli animali selvatici.



Ma altri pericoli provengono dalla distruzione degli habitat e dalla riduzione delle prede.


Vi sono 5 sottospecie di Tigre tuttora viventi: la tigre siberiana o dell'Amur, la tigre cinese o della Manciuria, la tigre indocinese, la tigre di Sumatra e la tigre del Bengala. Altre 3 sottospecie sono scomparse negli ultimi 50 anni: la tigre di Bali, la tigre di Giava e la tigre del Caspio.

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La Tigre del Bengala era oggi la sottospecie di gran lunga più numerosa con una popolazione stimata in circa 4.000 esemplari negli anni '90. L'areale comprende 4 regioni distinte dell'India e parte del Nepal, Bhutan, Bangladesh e Myanmar (Birmania)


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La tigre siberiana o dell'Amur si trova ormai soltanto nell'Estremo Oriente russo, con circa 300-350 esemplari stimati alla fine degli anni '90, più qualcuna sul confine con la Cina e forse in Corea del Nord.




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Nonostante siano delle predatrici come poche e in grado di uccidere anche l’uomo, ultimamente sono diventate delle prede, vittime di bracconieri e dell’inquinamento sempre più presente, anche nei pochi “polmoni verdi” dove continuano a vivere . L’Eia, Environmental Investigation Agency, che è l’Agenzia investigativa per la protezione dell’ambiente, sta cercando di lottare contro questa fitta rete di vendita illegale di tigri, cercando di bloccare il fenomeno sul nascere. In particolare, quindi, fermando la cattura e il trasporto degli esemplari, prima della loro uccisione e della successiva vendita. Tuttavia non è un compito semplice, e la strada è attualmente tutta in salita.


 
Fonte :  varie

martedì 3 maggio 2011

Rondini ...





Nel mondo degli uomini è dura la vita delle rondini. Ogni primavera ne arrivano meno rispetto all'anno precedente ...


Infatti   ...  UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA


Proverbio inteso a evidenziare che l'insolito apparire di una rondine in cielo assai prima dell'inizio della buona stagione non deve far credere che sia arrivata sicuramente la primavera. Tale proverbio può essere riferito anche al miglioramento troppo improvviso di una situazione che richiederebbe invece ulteriore tempo per essere sicuramente risolta ...



 Fin dall'antichità  la rondine ha legato la propria esistenza a quella dell'uomo , infatti il loro nido sqpientemente costruito con fango e piccoli filamenti d' erba raccolti nei campi  è un opera lenta costruita con molta cura  , la Rondine è poi un emblema della migrazione, uno dei fenomeni naturali più affascinanti. 


Questo piccolo uccello di pochi grammi sfida le ostili distese del mediterraneo e del Sahara per compiere il suo lungo viaggio annuale che le porta dall'Europa all'Africa equatoriale.
L'età massima di vita delle rondini è di sedici anni. L'area di diffusione è in Europa, ad eccezione delle estreme regioni settentrionali, è diffusa anche in Asia, Africa settentrionale e America settentrionale. Vive in compagnia e nei centri abitati.
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 E' estremamente specializzata nella caccia aerea, il suo volo leggero e silenzioso unito al suo becco largo e ben adattato la rendono abilissima nella cattura di piccoli insetti volatori quali mosche e zanzare. La Rondine frequenta un'ampia gamma di ambienti ma predilige quelli aperti, in particolar modo i campi coltivati, i prati ed i pascoli.
Verso la fine d'agosto, le rondini iniziano il loro viaggio di ritorno verso l'Africa. Prima della partenza e nelle pause che si concedono durante questo lungo viaggio, si radunano spesso in stormi nei canneti delle zone umide, oppure si allineano sui fili elettrici, per riposare. Capita a volte, soprattutto nell'Europa centrale, di scorgere rondini ritardatarie in ottobre o ai primi di novembre, ma anche loro dovranno volare là dove il clima è più favorevole e il cibo abbondante.

Nella mia immaginazione la rondine è sempre stato un uccello magico , arriva con il primo caldo delle giornate tiepide primaverili è per tutta la giornata svolazza festosa in aria facendo giri ampi ma  con repentini cambi di direzione .




L'arrivo delle rondini evoca in me un senso di nostalgia ma nello stesso tempo di gioia , infatti ho sempre legato le  rondini ai  miei numerosi viaggi intorno al mondo , viaggi frequenti e indimenticabili .La rondine rappresenta per me  contemporaneamente:  il viaggio , la partenza e il ritorno , tutti i viaggiatori hanno impresso nel proprio DNA questo doppio senso di emozioni .




Storia  e Leggenda 

In una favola di  Esopo  si racconta come nacque il rapporto d'amicizia tra gli uomini e le rondini: "Era da poco germogliato il vischio e la rondine avvertendo il pericolo che incombeva sugli uccelli, li raccolse tutti a parlamento e li esortò a tagliare le querce produttrici di resina; nel caso però che ciò non fosse possibile per loro, li consigliava di ricorrere agli uomini, pregandoli che non usassero il vischio per catturarli. Ma tutti gli uccelli cominciarono a deriderla, dicendole che stava proponendo delle assurdità; allora la rondine andò lei stessa dagli uomini, chiedendo di essere accolta come supplice. Grazie alla sua perspicacia quelli acconsentirono e le permisero di diventare una loro coinquilina. Per questo motivo, mentre a tutti gli uccelli gli uomini danno la caccia per mangiarli, soltanto la rondine, rifugiandosi presso di loro, può impunemente fare il nido anche nelle loro case. 
Nella mitologia greco-romana la rondine era un animale sacro ad Afrodite (Venere). Cfr. Eliano "La rondine è sacra agli dei protettori della casa e ad Afrodite, perché anche lei appartiene a loro". 




Fonte : Varia Assemblata dall'autore