lunedì 4 aprile 2011

Pianoforte ...





L'origine della parola pianoforte è Italiana ed è riferita alla possibilità che lo strumento offre di suonare note a volumi diversi in base al tocco, ovvero alla capacità di snodare le dita .


Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori, padovano alla corte fiorentina di Cosimo III de' Medici in Toscana, a partire dal 1698. Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del settecento con il nome "fortepiano". La novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica. Anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia. Fu usato da molti artisti dell'epoca che accolsero con entusiasmo la novità, al punto che lo strumento diventò il prediletto dei maggiori esponenti della musica sette/ottocentesca, come Mozart, Haydn o Beethoven.
Pianoforte del 700 




Questo nuovo strumento permise ai nuovi interpreti di ottenere sonorità più o meno forti a seconda della pressione delle dita sui tasti, a differenza dell'organo e del clavicembalo, le cui corde sono pizzicate, non percosse come permette di fare invece il pianoforte.
clavicembalo






Il pianoforte non ebbe successo in Italia, ma l'idea finì molti anni dopo in Germania, dove il costruttore di organi Gottfried Silbermann nel 1726 ricostruì una copia esatta del pianoforte di Cristofori, che sottopose tra l'altro al parere di Johann Sebastian Bach. Piacque molto invece a Federico II di Prussia, che ne comprò sette per 700 talleri, per arricchire i propri palazzi.




















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