Il 2012 è un anno bisestile, come accade ogni quattro anni.
A causa di movimenti cosmici, ogni quattro anni si accumula un giorno in più di ritardo il che farebbe slittare il normale succedersi delle stagioni. Secondo il calendario gregoriano "un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l'eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400".
In effetti poi il calcolo è più raffinato, e gli 11 minuti e 14 secondi di troppo che aggiungiamo ogni anno andrebbero contati come un giorno in meno ogni 128 anni circa. Peccato che nel frattempo la durata effettiva del giorno potrebbe aver oscillato di alcuni secondi per diversi fattori, tra cui:
- la “perturbazione” creata nella rotazione della Terra attorno al Sole dal moto degli altri pianeti
- la precessione degli equinozi
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Precessione degli equinozi |
La necessità di aggiungere un giorno ogni quattro anni nasce dal fatto che il moto di rivoluzione della Terra, ossia il periodo che impiega per ruotare attorno al Sole è di circa 365 e 6 ore. I decimali però, a lungo andare avrebbero alterato i cicli stagionali. Per questo, si è resa necessaria tale modifica.Si usa un metodo per evitare tale slittamento: ai normali 365 giorni dell’anno se ne aggiunge un altro ogni quattro anni esattamente nel mese di febbraio che anziché essere di 28 giorni diventa di durata di 29 giorni. La regolazione degli anni bisestili risale addirittura ai tempi di Ottaviano Augusto che la impose già nell’8 avanti Cristo, aggiungendo un giorno di più dopo il 24 febbraio.
In inglese, questa ricorrenza astronomica è chiamata “leap year” ed è necessaria per sincronizzare il calendario. Anche nel 2004 e nel 2008 Google ha usato gli animaletti verdi per sottolineare la particolarità nel calcolo del tempo.
Storia :
Il termine bisestile deriva dai latini (bisextus) «due volte sesto». La parola era usata per indicare il sesto giorno prima delle calende di marzo (veniva intercalato tra il 24 e il 25 febbraio) che era contato due volte negli anni bisestili: bis sextus ante Calendas Martias. L’uso del bisestile nel calendario romano ha avuto origine dalla riforma giuliana. Prima di Giulio Cesare era necessario intercalare di tanto in tanto, dopo il mese di febbraio, un periodo di tempo di 22 o 23 giorni, detto il mese mercedonio, per pareggiare il computo dei giorni dell’anno lunare con il ciclo solare. Ma il sistema era talmente approssimativo che, quando " Giulio Cesare " fece la riforma del calendario, detto da lui giuliano, si trovò a colmare un vuoto enorme, tanto da dover intercalare ben tre mesi mercedoni. Così fu quello l’anno più lungo della storia, detto anno della confusione, sulla cui reale consistenza neppure gli storici si sono trovati d’accordo; infatti secondo Censorino ebbe 445 giorni, secondo il geografo Solino 444, mentre Macrobio è dell’opinione che fossero 443. Cesare affidò l’opera all’astronomo Sosigene di Alessandria e l’anno solare fu computato in 365 giorni e 6 ore circa, ore con le quali si forma ogni quattro anni il giorno bisestile.
Gli anni bisestili si calcolano ogni quattro anni, il prossimo sarà nel 2016.
Fonte : Wikipedia enciclopedia libera


