Tracce della presenza umana, risalenti al Neolitico, ne segnalano l'antichità della frequentazione; i Romani la chiamarono prima Herculis Insula poi Insula sinuaria, sicuramente per via della sua forma sinuosa. Durante il periodo della dominazione catalano-aragonese sulla Sardegna (XIV-XVIII secolo) veniva indicata, nei documenti regi, con il toponimo La Linayre. Le prime costruzioni di un certo rilievo risalgono al XVII secolo quando gli aragonesi costruirono alcune torri di avvistamento, in particolare quelle di Cala d’Arena,
L'isola del Diavolo, così chiamano l'Asinara, è stata sede di una Stazione Sanitaria di quarantena nell'800, un campo di prigionia nella prima guerra mondiale e uno dei principali supercarceri italiani ,
E' questa sua specificità storica che la rende una delle zone più misteriose, più carica di mitologie, d'Italia.
Eppure coi suoi 52 chilometri quadrati di estensione, è anche quasi totalmente priva di insediamenti, protetta da una legge dello Stato, una delle zone più incontaminate del nostro Paese, grazie anche al numero chiuso imposto a chi entrava fino a che era sede del carcere. Basterebbe questo per capirne la bellezza cruda, deserta, aspra, selvatica, misteriosa, la sua ricchezza faunistica e ambientale.
Ma l'isola dell'Asinara - esposta a venti violenti che la rendono ancora più inospitale di quello che è - continua ad essere nell'immaginazione solo un carcere di massima sicurezza.
Eppure è un'area tra le più belle del nostro Paese, molto importante per la riproduzione della fauna selvatica: si calcola che nell'isola si riproducano circa 80 specie di vertebrati terrestri tra le quali molte rivestono straordinaria rilevanza scientifica per la loro rarità. E tra gli anfibi si segnalano il discoglosso sardo, il rospo smeraldino e la raganella.
Tra i rettili sono segnalate 11 specie, tra cui la testuggine comune e la biscia viperina. Tra gli uccelli marini, spiccano per importanza il Gabbiano corso, il Marangone dal ciuffo, la Berta maggiore e minore, la Pernice sarda; l'isola è inoltre l'unica stazione sarda in cui è presente la Gazza. Tra i mammiferi si ricorda la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale (in numero straordinario), il cavallo ed il caratteristico asinello albino, il vero simbolo dell'isola.
Dall'ultima stima fatta nel 2009 di 110 asini bianchi presenti sull'isola si è passati, dunque, a 138-145: una crescita forse inaspettata (almeno non in proporzioni così evidenti), che può essere spiegata anche con la diminuzione della pressione degli animali rinselvatichiti e con le stagioni favorevoli per quanto concerne le precipitazioni piovose.
Fonte : Panorama.it ( A-com Mondadori)




