mercoledì 22 giugno 2011

Modigliani sans légende






Jeanne Modigliani è nata a Nizza nel 1918, 
In seguito alla morte dei genitori, la sua educazione viene affidata alla nonna paterna Eugènie Garsin, che continua a vivere a Livorno, aveva 14 mesi quando Amedeo, nella notte fra il 24 e il 25 gennaio del 1920, morì . Jeanne passa l' infanzia a Livorno, si laurea a Firenze in storia dell' arte, viene individuata e perseguitata dal fascismo in quanto ebrea e, anche lei, si rifugia a Parigi. Quando la Francia viene occupata dai nazisti entra nel Maquis, la resistenza francese, e viene anche incarcerata per motivi politici. Nel 1952, con una borsa di studio del Centro Nazionale della ricerca scientifica, Jeanne intraprende una ricerca su Van Gogh, in Francia e in Olanda.


Il suo lavoro costante per ottenere un riconoscimento ufficiale al valore dell' opera paterna ha un gran successo quando, nel 1981, a Parigi, allestisce la mostra più completa di Modigliani: oltre duecentocinquanta opere fra dipinti, sculture, gouaches, disegni. 

Jeanne Modigliani
Dopo lunghi anni di ricerche e ormai in possesso di numerosi e importanti documenti pubblica "Modigliani sans légende", la prima referenza senza concessioni letterarie. Nel 1983 crea l'associazione culturale Archives Légales Amedeo Modigliani, dichiarata alla Prefettura di polizia di Parigi, e nomina Christian Parisot suo biografica successore ufficiale. 


La creazione degli Archives Légales Amedeo Modigliani, su decisione di Jeanne Modigliani, aveva lo scopo di classificare e proteggere l'opera dell'artista.
E' sicuro però che Livorno più che per questa piccola diatriba la ricorderà per due importanti atti di generosità: il fatto che Jeanne aveva comunque espresso il desiderio che le sculture rimanessero a Livorno e, più ancora, la donazione alla città degli archivi Modigliani nei quali con paziente lavoro aveva raccolto tutti i documenti autografi, le foto, le lettere, le testimonianze di ogni tipo che documentano la breve ma intensa vita del pittore. 



Al padre, Jeanne aveva infatti dedicato gran parte della sua vita: combattiva e energica interveniva per denunciare i falsi, per smentire le numerose leggende che fiorivano sul pittore e che, secondo la figlia, inquinavano l' importanza artistica della sua opera. 



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