lunedì 7 novembre 2011

Falene ...

Deilephila  Porcellus


Le falene  appartengono all’ordine dei lepidotteri (che in greco significa “ali squamose”) per la struttura caratteristica delle loro fragili ali, coperte da migliaia di sottili squame sovrapposte che, nelle specie notturne, presentano generalmente colori spenti e freddi.



La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica, ma deriva dall'uso comune. In base a tale distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle) ed Eteroceri o "Heterocera" 
(falene) che però non è scientificamente accettata. Abituati ai colori decisi e a volte sgargianti delle farfalle diurne, spesso ignoriamo o comunque osserviamo meno i lepidotteri notturni, le falene.

I lepidotteri ebbero origine in un periodo in cui iniziarono a proliferare le piante con i fiori, i resti fossili più antichi di falena sono datati tra 100 e 
Ematurga 


140 milioni di anni, hanno avuto quindi origine 100 milioni di anni prima delle farfalle.




Una delle prime caratteristiche che possiamo osservare paragonando una falena a una farfalla  è la massiccia presenza di una fitta peluria sulle ali e su tutto il corpo dell'insetto .
 Questa peluria  è fondamentale per la sopravvivenza dell’insetto,anche le antenne  sono piumate a forma di pettine ,in effetti agiscono come sensori  e captano i movimenti e gli odori presenti nell’ambiente permettendo di individuare cibo , pericoli  o un possibile compagno/a nelle vicinanze.




Le falene essendo insetti prevalentemente con abitudini notturne  non sono molto appariscenti,  quindi non possono sperare al buio di attirare l’attenzione dei partner con i colori delle loro ali , ciononostante a pari delle farfalle sono tra le specie viventi dei veri e propri quadri d'autore dai mille colori .





Macroglossum

La Macroglossa stellatarum  ha  dalle abitudini diurne che aspira il nettare dai fiori grazie alla lunga proboscide  (spirotromba)  che tiene avvolta a spirale quando è in riposo, è la più comune e la più diffusa delle sfingi del nostro paese.  Il bruco vive a spese di molte piante 
erbacee, ma specialmente dei Galium , per questo è chiamata  Sfinge del Gallio.
Gli sfingidi volano generalmente al crepuscolo e con battito rapidissimo delle ali si librano sui fiori, capaci di rimanere sospesi a mezz'aria, tanto da sembrare dei piccoli colibrì.








nascita  :  http://www.youtube.com/watch?v=R4ytoJ4iNPs


Una delle caratteristiche di questi insetti sono
gli organi della vista in quanto sono organizzati in un fitto reticolo di settori esagonali. Ogni settore è a sua volta strutturato in migliaia di minuscoli rigonfiamenti, con un diametro di meno di 300 nanometri (un nanometro corrisponde a un milionesimo di millimetro) visibile solo attraverso le potenti lenti dei microscopi elettronici.
Quando le falene sono esposte alla luce, queste minuscole migliaia di protuberanze interferiscono con la sua trasmissione e rifrazione assorbendola completamente. Secondo gli entomologi, questa particolare proprietà consentirebbe alle falene di vedere anche in presenza di 


pochissima luce, evitando allo stesso tempo di creare riflessi che potrebbero essere colti dai famelici predatori notturni.


Le ali di questi insetti sono infatti incredibilmente idrorepellenti per resistere agli ambienti umidi in cui spesso vivono. La loro struttura è molto simile a quella degli occhi delle falene, ma non viene utilizzata tanto per assorbire la luce, quanto per non far aderire l’acqua, che così resta sospesa su un sottilissimo strato d’aria creato dalle migliaia di minuscole protuberanze


I riflessi che si generano sulle superfici usate per la produzione di energia solare, infatti, determinano sempre una certa perdita di efficienza, che in questo modo si potrebbe evitare, consentendo una migliore resa, sia in caso di radiazione solare diffusa sia in caso di radiazione solare diretta.








Dalle falene e dalle cicale una nuova tecnologia per i pannelli solari


Progettare pannelli solari più efficienti parrebbe una questione legata alla chimica e all’elettronica, ma non per un gruppo di ingegneri della 
University of Florida intenti a studiare le proprietà di alcuni insetti, che potrebbero portare a un sensibile miglioramento nell’efficienza dei pannelli fotovoltaici.
Secondo Peng Jiang, ingegnere chimico alla guida del progetto, le particolari strutture degli occhi delle falene (le “farfalle notturne”) e delle ali delle cicale potrebbero portare alla creazione di una nuova generazione di pannelli solari, dotati di un innovativo rivestimento anti-riflesso e completamente idrorepellente.
generazione di pannelli solari, dotati di un innovativo rivestimento anti-riflesso e completamente idrorepellente.





http://youtu.be/2LiSfPFlknk




Fonte : Wikipedia e varia assemblata e dall'Autore