mercoledì 6 novembre 2013

Amore virtuale











“Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare, il giorno volevo qualcuno da incontrare la notte volevo qualcosa da sognare. Mi sono innamorata di te perché non potevo più stare sola, il giorno volevo parlare dei miei sogni, la notte parlare d’amore…”.


Sentendo questa canzone di Tenco mi sono venute in mente le tante storie di amori virtuali di cui si parla oggigiorno. Internet, con le sue chat, è diventato un catalizzatore di sogni, speranze, un luogo dove è possibile superare i vuoti esistenziali, dove ricercare la propria anima gemella o un incontro fugace, dove il pensiero viene prima del corpo, un luogo di incontri e di scontri, di fantasie e banalità. Ma nella Rete ci si può anche perdere, con la speranza forse di ritrovarsi, magari più autentici, perché nel sottile gioco dell’anonimato si possono mostrare parti di sé temute, nascoste, desiderate. 


Ci si incontra, ci si ama, due intimi sconosciuti che accelerano i normali tempi di conoscenza, “come vorrei pensare a noi come a due persone che si sono fatte un’iniezione di verità per dirla, finalmente, la verità” dice Yair nel romanzo di David Grossman “Che tu sia per me il coltello”. Ci si incontra, ci si ama, ci si perde il più delle volte, nel marasma delle chat, con il rischio di perdere, anche,il nostro già fragile Io, arrivando a sostituire il reale con il virtuale. Non più amori vissuti ma cliccati. 





Dietro uno schermo si può mentire, si può sperimentare il piacere di essere ciò che non si è, si può esperire un senso di onnipotenza, si può sedare l’ansia, si possono fare grandiose fughe nel mondo di fantasie gratificanti ma troppo spesso celate, si possono condividere passioni, interessi, si possono azzerare molte censure, certo con un rischio, quello che il filosofo Jean Baudrillard ha definito “il delitto perfetto”, l’assassinio della realtà. Ma allora è proprio vero che l’amore attraverso Internet è solo un “incontro illusorio per eterni adolescenti che preferiscono sognare”? O, parafrasando Amleto, ogni strumento utilizzato dall’uomo diventa “buono” o “cattivo” a seconda di chi lo utilizza?




 Molte coppie si sono formate e si formeranno attraverso l’incontro virtuale, qualcuna si frantumerà nel giro di poco tempo, altre consumeranno una storia d’amore,ma solo coloro che sapranno coltivare il proprio sogno, tenendo sempre ben presenti valori come lealtà, rispetto e fiducia, potranno durare. In fin dei conti come ci ricorda Battisti, “Amarsi un po’ è come bere, più facile è respirare. Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po’ e non lasciarsi mai impaurire no. Senza nascondersi, manifestandosi, si può eludere la solitudine, però, volersi bene no, partecipare, è difficile quasi come volare.”.



Dott. Enrico Prosperi
anno 4 - numero 11 - edizione 2007 - del 19/02/2007









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